Palazzi, castelli, monumenti

Nel corso della storia anche la famiglia Tabarelli ha lasciato dei monumenti legati al proprio casato e al proprio nome. Tra questi possiamo sicuramente ricordare il più noto Palazzo Tabarelli a Trento, il castello di Vigolo Vattaro, recentemente restaurato, la chiesa di san Giorgio di Vigolo, proprietà della famiglia Tabarelli, nella quale si trova murato, di fianco all’altar maggiore, lo stemma dei Tabarelli. Inoltre la casa Tabarelli di Cornaiano, vicino a Bolzano e infine la casa dei Tabarelli de Fatis a Faver, chiamata “castello”.

  • Palazzo Tabarelli a Trento
  • Chiesa di s. Giorgio a Vigolo
  • Castello di Vigolo Vattaro
  • Casa Tabarelli a Cornaiano

Storia della famiglia Terlago

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Da tempi remoti, cioè da quando è possibile conoscerne la storia, la famiglia Terlago ha avuto la propria residenza nel villaggio di Terlago (Trilacus o Terlacus) presso Trento e sussiste la possibilità che anche gli antenati di colui che è conosciuto finora come capostipite della casata siano vissuti a Terlago. Questo primo antenato, al quale al quale si può storicamente risalire, è “Fatus de Trilaco, Notarius Trilaci” così nominato in molti documenti della prima metà del XIV secolo, il quale visse nella prima metà o attorno alla stessa metà del XIII secolo. Egli è il capostipite della ininterrotta e storicamente accertata genealogia della famiglia Terlago, come pure dei Signori, rispettivamente degli estinti conti de Tabarelli de Fatis. I suoi discendenti, e precisamente i Terlago fino al cinquecento e i Tabarelli fino ai nostri giorni, presero da lui e portarono il nome “de Fatis” mentre i discendenti…

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Presentazione

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La storia dei nostri avi è come una droga che ci coinvolge un po’ tutti: in un era dove poche sono le certezze c’è l’esigenza inconscia di sentirsi radicati, specialmente per quelli che hanno scelto o sono stati chiamati a spostarsi nel mondo per realizzare la propria vita.

Da anni ho l’idea irrealizzata di creare un sito con l’araldo di famiglia come home page e fare una raccolta colossale di dati, storie ecc.
La storia della nostra famiglia è importante e immensa, partendo dal presupposto che eravamo già stati creati nobili del sacro romano impero germanico prima ancora che il kahn dei mongoli iniziasse la conquista del mondo. L’origine della famiglia Tabarelli risale, come per tutte le famiglie della nobiltà austro ungarico tedesca, in un periodo ben determinato che è la prima metà dell’undicesimo secolo: ho notizie che risalgono al 1096.

Documenti antichi

Note di Ermanno Tabarelli, 17…

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Germania dell’Est

Il secondo gruppo di Tabarelli risiede nella ex Repubblica democratica tedesca. La prima rispondere al mio invito, nel 1997, è la signora Hildegard Tabarelli, moglie di Walter Tabarelli (*22.4.1910+16.11.1997) che, dopo la morte del marito, si trasferisce a Hettstedt. Mi racconta che suo marito nella giovinezza aveva fatto ricerche sui Tabarelli arrivando fino al Medioevo. Purtroppo, la guerra e il suo decorso aveva reso impossibile la continuazione della ricerca e per motivi di sicurezza aveva distrutto tutti i documenti.

Il nonno di suo marito (Giacomo-Jakob) era emigrato in Germania dal Trentino per cercare lavoro. Era minatore e lavorò alla costruzione del tunnel a Blankenheim (vicino ad Eisleben). Nella città di Lutero, Eisleben, trovò la donna della sua vita. Dal matrimonio nacquero tre figli, due dei quali rimasero a Eisleben e uno si trasferì a Herne (Vestfalia), tutti e tre abili artigiani. Suo marito Walter era commerciante.

Anche Walter e Hildegard ebbero tre figli: Klaus, Rita, Dorlies. Klaus pure ha avuto tre figli: Cornelia, Ingo e Chris e assieme al figlio Ingo e sua moglie Ines gestiscono a Hettstedt un negozio di ottica. Sono Klaus, Ingo e Ines che dal 12 al 14 settembre 1997 organizzano un primo incontro di Tabarelli a Meisdorf tra Aschersleben e Quedlimburg. A questo incontro ha partecipato anche il sottoscritto, raccogliendo attivamente dati sulle famiglie dei partecipanti. Un secondo incontro di Tabarelli è stato organizzato nella Germania ovest a Trechtlinghausen l’anno successivo (foto di gruppo sulla Loreley nella valle del Reno).

Per il secondo incontro di Tabarelli, Michael Ferdinand Tabarelli ha preparato un quadro generale di tutti i Tabarelli in Germania, che comprende 8 generazioni che fanno capo a Giacomo Tabarelli (*1773) di Ospedaletto. Un elenco preciso che indica anche le diverse fonti di informazioni.

Rosegaferro

Rosegaferro è una frazione del comune di Villafranca di Verona in provincia di Verona, con una popolazione di circa 1300 abitanti. Secondo alcuni studiosi il nome deriva dal fatto che il terreno, la campagna che circonda il paese è molto sassoso per cui consuma, corrode, rosega-in dialetto- il vomere degli aratri il ferro -in dialetto-.

La chiesa parrocchiale edificata nel 1754, venne ampliata con pianta a croce latina nel 1952.

Tabarelli a Villafranca e Rosegaferro

Le famiglie Tabarelli tra Villafranca e Rosegaferro sono abbastanza numerose. Gli elenchi telefonici forniscono 25 nominativi. Abbiamo avuto diretti contatti con alcune famiglie che ci hanno fornito un esteso albero genealogico.

Cercando su un programma che evidenzia i cognomi, ho scoperto un folto gruppo di Tabarelli nella provincia di Verona, concentrati soprattutto a Villafranca, Rosegaferro, Mozzecane, Cavalcaselle. Con l’aiuto di un volonteroso, siamo riusciti a mettere insieme un bel numero di famiglie Tabarelli, tutti inseriti nel programma genealogico. Non ho notizie sulla provenienza di queste famiglie, ma mettendo insieme i dati raccolti, ho ricostruito un quadro generale il cui capostipite è Francesco Tabarelli (*1833-+1903) sposato con Dalgal Maria, che hanno dato la vita a 8 figli (5 maschi e 3 femmine) che sono origine a una trentina di famiglie considerando solo la linea maschile.

Villafranca di Verona

Villafranca di Verona è un comune di 33 220 abitanti della provincia di Verona, in Veneto. È attualmente il secondo comune per numero di abitanti della provincia, avendo scalzato dalla posizione pochi anni fa Legnago. Villafranca è a 12 chilometri a sud ovest da Verona. È in posizione intermedia fra il suo capoluogo di provincia e la città di Mantova. Nella sua parte sud ovest è attraversata dal fiume Tione dei Monti, che poi confluisce nel Tartaro nel territorio del comune di Povegliano Veronese.

Alcune notizie storiche. La posizione sull’antica via Postumia e la struttura viaria ad intersezioni perpendicolari testimoniano l’origine probabilmente di accampamento romano.

Nel medioevo, in occasione della fondazione da parte del Consiglio dei Rettori di Verona il 9 marzo 1185, assunse le caratteristiche di borgo di confine affrancato dagli oneri fiscali, da cui derivò il nome Burgus Liber, poi Villa libera quindi villa franca. Assedi e distruzioni accompagnarono l’epoca di Ezzelino da Romano e parallelamente si assistette al rinforzo delle fortificazioni e dei fossati di confine. Con l’ascesa della Signoria Scaligera anche Villafranca e il suo castello entrarono nell’orbita della dinastia veronese; nel 1285 Alberto della Scala rinnovò l’atto di fondazione di Villafranca, confermando i diritti formalizzati un secolo prima.

Il 14 novembre 1796, durante la campagna d’Italia, Napoleone trasferì a Villafranca il quartier generale e soggiornò nel palazzo Comini (ora caffè Fantoni). Fu la notte che precedette la battaglia di Arcole.

Nel periodo del Risorgimento Villafranca è stata coinvolta in quasi tutte le fasi salienti dell’epoca. Nel 1848 (I Guerra d’Indipendenza) fu sede del quartier generale piemontese. Nel 1859 fu sede del quartier generale austriaco (ospitando anche l’imperatore Francesco Giuseppe) e l’11 luglio dello stesso anno ospitò l’incontro tra Francesco Giuseppe e Napoleone III ricordato come “Pace di Villafranca” che concluse la II Guerra d’Indipendenza.

La Seconda guerra mondiale arrivò a Villafranca anche con attacchi aerei alleati. Il motivo principale degli attacchi era la presenza dell’aeroporto, approntato dopo Caporetto, utilizzato dopo il 1943 dai tedeschi. L’11 luglio 1961 fu aperto l’aeroporto civile (il cui nome attuale “Valerio Catullo” è stato scelto e assegnato solo nel 1987).

Milano

Strategicamente collegata al confine della penisola italiana, Milano e l’intera regione Lombardia è stata per secoli oggetto di molte dispute. Celti, Romani, Goti, Longobardi, Spagnoli e Austriaci hanno dominato la città in alcune fasi della sua storia. La città ha quasi sempre tratto vantaggio dalla sua posizione, e lo dimostra il fatto che oggi è l’indiscusso centro economico e culturale dell’Italia, anche se talvolta nell’arco della sua storia ha subito qualche sconfitta da parte dei dominatori stranieri.

Dal 292 d.C. Mediolanum divenne la capitale ufficiale dell’Impero Romano d’Occidente. La città fu un centro molto importante per il consolidamento della nuova Religione Cristiana. Dopo il 313 d.C., l’anno dell’Editto di Tolleranza verso la Cristianità, emanato da Costantino il Grande, furono costruite molte chiese e venne eletto il primo Vescovo, Sant’Ambrogio. Ambrogio fu una persona talmente influente che le chiesa venne ribattezzata Chiesa Ambrosiana.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, la città dovette subire l’invasione dei Longobardi che la saccheggiarono nel 539 d.C. per poi conquistarla nel 569 d.C. Pavia divenne la capitale del regno Romano-Barbarico dei Longobardi (569-774 – da cui la Lombardia prese il nome). Milano assistette alla sua rinascita solo nel secolo VIII, durante la dominazione Carolingia.

All’inizio dell’anno 1000, l’Arcivescovo di Milano divenne la persona più potente dell’intero nord-Italia. Nel 1117, dopo una serie di difficoltà politiche, Milano divenne un comune.

Quando il sistema comunale finì, Milano, come tante altre città del nord-Italia, passò sotto il dominio di famiglie nobili prima dei Visconti (a partire dal 1300) e poi degli Sforza (dal 1450).

All’inizio del XVI secolo (gli ultimi anni del dominio degli Sforza) il nord-Italia era uno dei territori contesi dalla monarchia spagnola e francese. Più tardi, le grandi guerre che segnarono l’Europa all’inizio del XVIII secolo, assicurarono agli Austriaci il dominio della città, la quale cambiò completamente in ogni aspetto della società, grazie ai miglioramenti apportati dalla dinastia asburgica. Nel 1859 gli austriaci vennero cacciati dalla città e Milano venne annessa al Regno del Piemonte, che divenne Regno d’Italia due anni dopo. 

Durante la guerra Milano venne distrutta. Alla fine della seconda guerra mondiale la Lombardia contribuì molto al boom economico che trasformò l’Italia da un paese relativamente arretrato ed agricolo, ad uno dei leader mondiali dell’industria. La città divenne il principale centro finanziario e la ritrovata ricchezza della regione attirò una miriade di lavoratori dal sud Italia portando ad una grande ondata di immigrazione. Ad oggi la città è il maggiore centro italiano del commercio, della finanza, dell’editoria e recentemente anche dei media, del design e della moda. 

Tabarelli a Milano. Alcuni provengono dai Tabarelli de Fatis del ramo di Faver – altri Tabarelli provengono dal ceppo di Modena. Sono presenti rappresentanti sia Tabarelli de Fatis che Tabarelli.

Vestone

Il comune appartiene alla Comunità Montana della Valle Sabbia. Nella piana di Mocenigo, sono state ritrovate lame e raschiatoi di silice, probabile segno di insediamento preistorico. Si suppone che il nucleo dell’abitato di Vestone fosse, in epoca preromana, occupato dal villaggio-capitale degli Stoni, una delle tre popolazioni euganee secondo lo storico romano Plinio il Vecchio, chiamato appunto Stonos (da qui proverrebbe anche il moderno toponimo Vestone). Nel 118 a.C, durante la campagna di Quinto Marcio Re nella regione, Stonos viene conquistata dai Romani, anche se la zona, così come le sue popolazioni (gli Stoni e i Triumplini) non vennero assoggettate completamente fino al regno di Ottaviano Augusto. Di epoca romana, è la presenza nella frazione di Nozza di un altro insediamento, militare o civile del I secolo a.C..

La Rocca di Nozza fu edificata sopra una formazione rocciosa che crea una strettoia strategica nel passaggio verso sud. Risulta citata per la prima volta nel 1198, in qualità di prigione per sessanta nobili bresciani. Grazie alla presenza della Rocca, si formò sia un polo commerciale di passaggio sia un modesto agglomerato urbano dell’attuale frazione di Nozza, che risulta essere la parte più antica dell’odierno comune di Vestone.

Il 3 novembre 1401 l’imperatore del Sacro romano ImperoRoberto del Palatinato, concesse ad Alberghino da Fusio il feudo della media Valle Sabbia. Tra il 1410 e il1425 la rocca risulta affidata da Pandolfo III Malatesta, a quel tempo signore di Brescia, ad un certo Galvano di Nozza. Nel 1427 la valle giurò fedeltà alla Repubblica di Venezia

Nel 1580, secondo la tradizione orale, durante la sua visita apostolica della Valle Sabbia, san Carlo Borromeo chiese di ampliare l’abitato di Promo verso il fondovalle allo scopo di unirlo all’abitato di Vestone. Nella chiesa romanica di San Lorenzo sono ancora conservati affreschi risalenti al 1533.

Nel 1797, a seguito dell’occupazione del bresciano da parte delle truppe dell’Armata d’Italia e l’istituzione della repubblica cisalpina, sia Nozza sia Vestone rimasero municipalità distinte e fecero parte del distretto delle Fucine con il primo paese in qualità di capoluogo.

Nel 1928 con regio decreto 3 agosto 1928, n. 1980, il comune di Nozza fu soppresso e il territorio fu aggregato a Vestone.

Anche a Vestone ci sono alcune famiglie di Tabarelli mentre altre presenze sono segnalate a Goito, Roverbella, Revere.

Famiglie Tabarelli a Vestone, inviate da Giovanni Tabarelli nel 1992