La storia della nostra famiglia

La storia dei nostri avi è come una droga che ci coinvolge un po’ tutti in un era dove poche sono le certezze c’è l’esigenza inconscia di sentirsi radicati, specialmente per  quelli che hanno scelto di spostarsi nel mondo per realizzare il proprio viaggio interiore.
Da anni caldeggio l’idea di creare un sito con l’araldo di famiglia come home page e presentare a beneficio dei Tabarelli una raccolta di dati, storie ecc. Dopo un primo tentativo, andato perso, facciamo un altro tentativo di ricostruire il nostro sito, sperando nella collaborazione di tutti i Tabarelli.

Storia dei Tabarelli: Una storia importante e immensa

La storia della nostra famiglia è importante e immensa, parti dal presupposto che eravamo già stati creati nobili del sacro romano impero germanico prima ancora che il kahn dei mongoli iniziasse la conquista del mondo. L’origine della famiglia risale, come per tutte le famiglie della nobiltà austro ungarico tedesca, nella Schwarzwald, e in un periodo ben determinato che è la prima metà dell’undicesimo secolo. Ci sono notizie che risalgono al 1096, ma sono i primi scritti, creati nel momento della consegna della contea di Terlago e dei terreni pertinenti alla stessa, quindi l’inizio è da datarsi verosimilmente a una o due generazioni prima.

Credo anche che la nostra famiglia abbia avuto grande gioco nella creazione del principato vescovile (di Trento), che era all’epoca, un esperimento politico creato dagli imperatori del momento per trovare una formula avanzata di governo del territorio, per far evolvere da un sistema feudale a uno imperiale più funzionale. In Trentino fu l’imperatore Corrado detto “il salico” dalla sua appartenenza al ramo dei Franchi Salii, che furono fra gli ultimi insieme ai sassoni ad essere cristianizzati.
Importanti imperatori che dettero terre e titoli grazie ai servigi resi all’impero furono Sigismondo secondo, e il grandissimo Carlo V, pensa che fu proprio Carlo VI suo successore a riorganizzare come appare adesso il centro storico di Terlago, edificando, al posto delle capanne e delle povere case il paese “moderno” ai piedi del castello fortificato di famiglia.
Alcuni nostri avi furono consiglieri di guerra di Carlo V, e parteciparono al sacco di Roma che avvenne credo nel 1527, non i lanzichenecchi, bensì svevi pannoni e tirolesi (e quindi anche trentini).                                                
 (Luigi Tabarelli, comunicazione del 10.02.2006)

La radice parte da Terlago

Comunque la radice parte da Terlago sempre e comunque, la radice è li, ne è conferma che la chiesa del paese dedicata al patrono s. Andrea a destra dell’abside sopra ha un bel crocifisso.

Tieni presenti che da Terlago, all’epoca di Sigismondo secondo e successivamente, i vari rami della famiglia presero sempre più piede a difendere i confini del vicentino, e quindi si trovano a Vattaro, si trovano in val di Cembra a sottomettere i riottosi cimbri, e a Riva del Garda altro confine caldo, meta preferita delle incursioni di Ezzelino da Romano, trentino di origine ma adottato dai veneti come capitano. È da notare che Ezzelino non è altro che la italianizzazione di Etzel, che altro non è che Attila in tedesco: nomina sunt cumsequentia rerum!
(Luigi Tabarelli, comunicazione del 10.02.2006)

Documenti più antichi

Nel 1220 in due distinti documenti purtroppo attualmente dispersi, ma visti da Giancrisostomo Tovazzi, (un frate erudito trentino che nel corso del Settecento ha lavorato al riordino di diversi archivi civici) per la prima volta compare un Fato de turri Trilaci. Quasi sicuramente da questo nome – aferesi di Bonfato o Malfato – la famiglia riceve il cognome de Fatis.
        Con l’inizio del Trecento cominciano a prendere consistenza atti e documenti in cui vengono nominati discendenti di Fato.

        Dal 1307 al 1333 è ripetutamente menzionato Iohanis cond. Fati notarij e in un documento senza data ma assegnabile agli anni a cavallo del Duecento col Trecento è riportato un suo zio paterno nonché omonimo, Iohanes frater Fati not. de Terlacu.
        Una ulteriore pergamena del 1336, attesta l’esistenza di Fatus filius ser Iohannis cond. ser Fati.
        Il figlio di questo secondo Fato verrà chiamato Giovanni come il nonno. Infatti un Iohanne cond. Fati risulta presenziare nel maggio del 1356 alla stesura di un contratto agrario. Giovanni intraprese la carriera dei suoi progenitori e quasi certamente sul finire del Trecento, grazie al notariato, acquisisce la cittadinanza di Trento.

        Dopo di lui la famiglia si dividerà in due distinti rami. Egli infatti ebbe tre figli: Paolo dal quale discende il ramo dei conti Terlago, Antonio, precursore dei Tabarelli, i soli che conserveranno il de Fatis come memoria del casato antico e Francesco di cui si sa poco o nulla.

Si ha quindi la seguente genealogia antica:
Fato I° (metà / fine XIII secolo)
padre di Giovanni I° (fine XIII secolo / prima metà XIV secolo)
padre di Fato II° (metà XIV secolo)
padre di Giovanni II° (metà / fine XIV secolo)
padre dei fratelli:
Paolo capostipite dei Terlago
Antonio capostipite di tutte le successive linee dei Tabarelli
Francesco

        Paolo ebbe due figli, Antonio e Giovanni Conto mentre suo fratello Antonio ebbe il solo Paolo (dictus Tabarellus), cioè la persona che ricevette dai contemporanei, sembra per via di un corto tabarro comunemente indossato, il soprannome “tabarello” che diventerà il cognome distintivo della sua discendenza.

        Paolo “Tabarello” ebbe quattro figli:

Gasparino capostipite della linea di Terlago
Francesco capostipite della linea di Faver – Cembra
Tommaso capostipite della linea di Vigolo Vattaro – Trento
Giovanni capostipite (1795-1859) della linea di Rallo – Tassullo

All’uno o all’altro di questi quattro fratelli si riconducono tutti indistintamente i Tabarelli, i Tabarelli de Fatis ed i Tabarelli de Fatis Terlago sparsi per il mondo.

ermanno.tabarellidefatis@provincia.tn.it  
Via G. Marconi, 3   38070 Terlago (TN)

Famiglia Tabarelli de Fatis

Note storiche di Dr. Gian Maria Tabarelli de Fatis

La famiglia è originaria di Terlago, piccolo paese a ovest di Trento sulla strada per le Valli Giudicarie e del Sarca.

Il cognome TABARELLI era in origine un soprannome. Inizialmente la famiglia era conosciuta solamente come DE FATIS, dal patronimico FATUS, e, aggiungendo come d’uso allora il luogo d’origine, DI TERLAGO.

Fino a quasi tutto il 1700 i membri di questa famiglia si sono sempre chiamati TERLAGO DE FATIS (e DE FATIS TERLAGO) “dicti” o “cognominati” TABARELLI.

La famiglia si è poi divisa in quattro rami: l’uno è rimasto a Terlago, il secondo è andato in Val di Cembra (a Faver), il terzo a Tassullo (Val di Non) e il quarto a Vigolo Vattaro (e poi a Trento).
I rami di Faver, Castel Vigolo e Tassullo ebbero origine nella seconda metà del ‘400 ad opera dei figli di Paolo.

Il ramo di Terlago, [che discende da Gasparino figlio di Paolo “Tabarello”] esiste ancora, numeroso, ed ha alcuni esponenti nella vita pubblica locale. I suoi componenti vivono ancora nel paese. Ed alcuni a Trento. Da questo ramo partirono alcuni componenti che dettero origine a una famiglia di Bolzano (da non confondere con quelle staccatesi da Faver più sotto ricordate) e a una famiglia di Innsbruck, oggi divisa in più rami.

Il ramo di Tassullo il cui capostipite era Giovanni (1795-1859), si è estinto.

Il ramo di Faver – nato poiché il capostipite Francesco vi si trasferì in seguito al matrimonio con Caterina de Barbi, la cui famiglia era feudataria di Castel Grumés (oggi distrutto), si dilatò poi a Cembra, Cavalese, Arco, Riva, Rovereto, Nave S. Rocco, Ala, Milano, Bolzano, Bologna, Roma. Non ha più nessun rappresentante né a Faver né in valle.

Il ramo di Vigolo Vattaro nato anche per un matrimonio in quanto il capostipite Tommaso sposò Dorotea di Montebello di famiglia della Valsugana e vi si trasferì – il castello era vacante – per essere più vicino alle terre della moglie, è ridotto attualmente a quattro membri: padre, due figli e sorella del padre. Stanno a Trento.

A questo ramo si deve la ricostruzione (inizio a cavallo tra il 1400 e il 1500, fine nella seconda metà del 1700) del palazzo Tabarelli di Via Oss Mazurana di Trento, oggi sede di una banca. Allo stesso l’abbellimento e l’ampliamento del Castello di Vigolo. Castello che, ridotto ad una completa rovina, è stato da me rilevato trent’anni or sono e completamente restaurato. (Io sono del ramo di Faver trasferitosi poi a Cavalese – dove oggi ci sono solo tre discendenti femminili, ottantenni o più – poi ad Arco – dove non c’è più nessuno – quindi a Bolzano – dove esistono ancora dei cugini – e infine a Milano).

Tutti i rami ebbero origine da PAOLO DE FATIS TERLAGO “dictus” TABARELLUS (data di nascita sconosciuta, morto nel 1469), il quale, insieme con i cugini ANTONIO e GIOVANNI CONTO (che diedero origine alle famiglie Terlago de Fatis).

La famiglia Terlago, che deriva dall’Antonio sopraricordato in quanto il ramo di Giovanni Conto si inaridì molto presto, si è estinta pochi anni or sono e l’ultimo rappresentante ha lasciato erede del nome e della sostanza (a Terlago c’è un castello) il nipote Marchese Sandro Pallavicino, il quale oggi aggiunge al proprio il cognome Terlago de Fatis.


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