Faedo

Faedo (Faé in dialetto trentino, Vaid (Pfaid) o Welsch Vaid in tedesco) è un comune italiano di 622 abitanti della Provincia Autonoma di Trento. Il comune di Faedo è stato soppresso il 1° gennaio 2020 per essere incorporato nel comune di San Michele all’Adige, una delle ventinove fusioni di comuni in Trentino-Alto Adige.

Questo piccolo paese possiede la tipica immagine dell’antico borgo, regolata soprattutto dalle due chiese (Redentore del 1902 e S. agata del 1200) e dal castello (presenti sul territorio.

Importante centro minerario nel tardo medioevo, di cui si hanno cenni a partire dal 1185, quando con apposito atto furono ceduti i diritti dai conti del Tirolo al Principato Vescovile di Trento e proseguì più o meno a fasi alterne fino al 1777. Negli ultimi tempi era ritornato sotto il controllo diretto dalla giurisdizione di Königsberg. Per un certo periodo fu anche sede di un tribunale minerario.
Il nome deriva da faggio per i molti boschi di faggi presenti nel territorio.

La lunga storia del paese è raffigurata al meglio dal Castel Monreale, noto anche come “Königsberg”, al cui posto già in periodo romano fu edificata una rocca. L’attuale castello è del 1243. Le lotte tra popoli germanici e romani nel primo secolo, gli insediamenti longobardi e bavaresi del primo medioevo, e la colonizzazione con i masi del tardo medioevo hanno preceduto la crescita del borgo sulla Via Claudia Augusta.

Il panorama che si può godere dai 600 metri di altitudine di Faedo è indimenticabile: di fronte la Paganella e i monti di Mezzocorona; poi le Dolomiti di Brenta, col Campanil Basso e Cima Tosa; in basso la Piana Rotaliana con l’apertura verso la Val di Non.

È l’invidiabile posizione collinare poco sopra la Val d’Adige che ha contribuito alla storica importanza del paese di Faedo, la stessa che oggi lo rende particolare rispetto ai comuni del fondovalle e apprezzato tra chi ama rilassarsi o fare delle tranquille passeggiate in mezzo al verde.

Confina con i comuni di: Mezzocorona, San Michele all’Adige e Giovo della provincia di Trento, ma anche con Salorno, primo paese della provincia di Bolzano. Nel dialetto locale si notano alcuni termini derivati dal tedesco. 

Trai i vari cognomi è presente anche il cognome Tabarelli di diverse famiglie originarie da Faver e da Cembra. Da qui ha origine anche la mia famiglia, punto di partenza per le mie ricerche genealogiche. Alcuni cugini di mio padre, due fratelli si sono trasferiti nel 1906 a Laives dando inizio ad altre famiglie di Tabarelli. Altre famiglie si sono estinte. Nel cimitero ho trovato la lapide di Alessandro Tabarelli + nel 1928 che risulta appartenente alla famiglia Tabarelli de Fatis.

Incontro della famiglia Tabarelli di Faedo nel 2011

Pubblicato da Giuseppe Tabarelli

Nato nel 1941 a Faedo (Trento), Salesiano di don Bosco dal 1958, sacerdote dal 1973.‎ In Germania (1964-1970), ho fatto due anni di tirocinio pedagogico a Berlino e quattro anni di ‎teologia in Baviera, conseguendo in questo periodo anche il Grosses deutsches Sprachdiplom che ‎abilita all’insegnamento del tedesco. Dal 1970 al 1986 ha lavorato presso la editrice LDC di Leumann-Torino curando la produzione dei settori ‎audiovisivi e musicale. ‎ Bibliotecario all’Università Salesiana dal 1986-1997 e dal 2008 al 2014. Diplomato alla Scuola di ‎Biblioteconomia Vaticana nel 1988, ho curato la formazione di decine di bibliotecari e ‎introdotto l’automazione nella biblioteca UPS e molte novità tecniche, creando tra l’altro il sito ‎web e una apprezzata guida descrittiva della biblioteca. Sono stato uno dei quattro fondatori e primo direttore della rete informatica URBE che collega a ‎Roma 18 biblioteche universitarie pontificie. ‎ Dal 1997 è stato attivo in Russia nel Centro Salesiano Don Bosco di Gatčina. Ottenuta una ‎licenza editoriale, ho fondato e diretto una editrice pubblicando centinaia di libri in russo. Ho ‎fondato e diretto per cinque anni l’edizione russa del Bollettino Salesiano e creato il primo sito ‎salesiano in lingua russa (+inglese, italiano e tedesco). Sempre in Russia ho lavorato in tipografia e ‎svolto anche azione didattica insegnando italiano e tedesco. Rientrato in Italia nel 2008, ho diretto la nuova biblioteca UPS, recuperando diversi progetti ‎sospesi durante la nuova costruzione. Dal 2017 al 2020 sono stato a Torrita di Siena come viceparroco. Attualmente sono vice-parroco a Rivoli (Torino)

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