Lombardia

Dal Trentino, dove hanno avuto origine, i Tabarelli si sono estesi anche in altre regioni vicine come la Lombardia, dove risultano presenti famiglie Tabarelli nei seguenti paesi o città: BergamoBresciaComoCremonaLeccoLodiMantovaMilanoMonza e della BrianzaPaviaSondrioVarese.

Si presuppone che dal vicino Trentino, le prime presenze di Tabarelli si siano diffuse soprattutto nella provincia di Brescia. Ecco alcune testimonianze che mi sono arrivate.

I Tabarelli bresciani provengono da Degagna di Vallesabbia, ora frazione di Vobarno (Brescia). Qui vi sono famiglie che pur portando lo stesso cognome non si ritengono parenti tra di loro, quindi la loro presenza è di antica data, come dimostra un’antica lapide di Idro (BS) in cui si ricorda un Giovanni Tabarelli da Degagna, nato nel 1764.

Dati sui Tabarelli sono stati rilevati dagli archivi della parrocchia di Degagna.  L’archivio si ferma a circa la metà del Settecento, ma ho motivo di ritenere che i Tabarelli siano arrivati in questa località in era molto antecedente in contemporanea con le famiglie più vecchie (i Federici provenienti dalla Valle Camonica, i Ceresini, gli Scudellari e i Preti, provenienti dalla Valle di Non).

Degagna, ora frazione dei Vobarno, ha sempre fatto comune a sé fino al 1928 con l’entrata in vigore della legge fascista che aboliva i piccoli comuni. Questa frazione, con il calo demografico in atto da alcuni decenni, è passata dalle mille unità alle attuali 600 circa.

In questo paese non c’è famiglia che non abbia un legame diretto o collaterale con i Tabarelli; infatti a causa anche di numerose omonimie, per distinguere i Tabarelli provenienti da diversi ceppi si è ricorsi ai soprannomi come: i Gros (i grossi), i Màgher (i Magri), i Gian-Marie  (figli di Giovanni e Maria) e i Bericet ramo a cui appartengo.

Per voce dei miei genitori so che proveniamo da Trento, anche se non mi è stata precisata la località. I Tabarelli sparsi in Valle Sabbia, sul Garda (Salò, Gardone Rivera, Toscolano-Maderno) e Brescia città sono tutti oriundi di Degagna (almeno quelli che conosco).

I miei avi, sia da parte materna che paterna, erano proprietari di fucine che producevano chiodi; a detta di mio padre questi chiodi, attraverso commercianti bresciani, finirono anche nei cantieri navali della Repubblica Veneta. Per questo motivo un mio antenato, Giovan-Battista, era soprannominato il “chiodarolo”. La galleria costruita dalla ex Società Elettrica Bresciana, per il prelievo di acqua dal lago d’Idro necessario per alimentare la grossa centrale di Carpeneda di Vobarno dettò la fine (fra il 1920-1925) di queste numerose officine che si videro private dei canali di alimentazione assorbiti dalla galleria medesima. Gli operai confluirono in prevalenza negli Stabilimenti Falck di Vobarno.

(Dati forniti  (08.11.1997) da Carlo Tabarelli, 25070 Degagna (BS).

Con molta curiosità feci visita alla Parrocchia di Degagna, dove ho trovato qualche mio avo (battesimi, matrimoni, morti). Ma io non sono esperto di consultazioni di archivio e penso se ne potrebbe ricavare molto di più.

Ad ogni modo ne ho tratto uno schema, dal quale estraggo questo piccolo saggio concernente la mia famiglia con i discendenti e ascendenti Tabarelli in linea diretta. Il nostro cognome è chiaramente di derivazione trentina. I nonni mi raccontavano, in base ad una tradizione orale, che il capostipite venne in Degagna da Riva del Garda ed era, espressione curiosa, “figlio di nessuno”.

Pubblicato da Giuseppe Tabarelli

Nato nel 1941 a Faedo (Trento), Salesiano di don Bosco dal 1958, sacerdote dal 1973.‎ In Germania (1964-1970), ho fatto due anni di tirocinio pedagogico a Berlino e quattro anni di ‎teologia in Baviera, conseguendo in questo periodo anche il Grosses deutsches Sprachdiplom che ‎abilita all’insegnamento del tedesco. Dal 1970 al 1986 ha lavorato presso la editrice LDC di Leumann-Torino curando la produzione dei settori ‎audiovisivi e musicale. ‎ Bibliotecario all’Università Salesiana dal 1986-1997 e dal 2008 al 2014. Diplomato alla Scuola di ‎Biblioteconomia Vaticana nel 1988, ho curato la formazione di decine di bibliotecari e ‎introdotto l’automazione nella biblioteca UPS e molte novità tecniche, creando tra l’altro il sito ‎web e una apprezzata guida descrittiva della biblioteca. Sono stato uno dei quattro fondatori e primo direttore della rete informatica URBE che collega a ‎Roma 18 biblioteche universitarie pontificie. ‎ Dal 1997 è stato attivo in Russia nel Centro Salesiano Don Bosco di Gatčina. Ottenuta una ‎licenza editoriale, ho fondato e diretto una editrice pubblicando centinaia di libri in russo. Ho ‎fondato e diretto per cinque anni l’edizione russa del Bollettino Salesiano e creato il primo sito ‎salesiano in lingua russa (+inglese, italiano e tedesco). Sempre in Russia ho lavorato in tipografia e ‎svolto anche azione didattica insegnando italiano e tedesco. Rientrato in Italia nel 2008, ho diretto la nuova biblioteca UPS, recuperando diversi progetti ‎sospesi durante la nuova costruzione. Dal 2017 al 2020 sono stato a Torrita di Siena come viceparroco. Attualmente sono vice-parroco a Rivoli (Torino)

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