Germania

La scoperta di famiglie col nome Tabarelli in Germania è stata casuale. Mio fratello Remo, emigrato in Germania nel 1958 si è stabilito vicino a Monaco a Unterschleißheim e poi in Lohhof, (Baviera) dove ha impiantato un’azienda sul cui frontale aveva scritto “Marmor Tabarelli”.
Un signore in vacanza da quelle parti, vedendo questa scritta, ha voluto fotografarla per farla vedere ad una famiglia amica di Hattenheim (nell’Hessen) che porta questo nome. Lothar e Agnes Tabarelli si sono incuriositi e, fatte delle ricerche, hanno telefonato alla ditta “Marmor Tabarelli” per avere loro notizie. Mia nipote Franca ha dato poche indicazioni e li ha indirizzati a me (suo zio) dicendo che stavo facendo ricerche genealogiche sulla famiglia. Così nel 1991 mi è arrivata di sorpresa una lettera che riportava la tabella genealogica della sua famiglia. Lothar ha interessato suo padre e poi suo cugino Michael (notaio di Herford) che aveva già fatto per conto proprio ricerche sulla provenienza della sua famiglia.

In Germania ho scoperto due gruppi di famiglie Tabarelli: il primo gruppo nella zona del Reno che ha origine da Trechtlingshausen. L’altro gruppo si è scoperto dopo la riunificazione delle due Germanie e abita in Sassonia, e nel settembre 1996 ha organizzato presso il castello di Meisdorf il primo raduno dei Tabarelli tedeschi, cui pure io ho partecipato.

Primo incontro di famiglie Tabarelli in Germania nel 1997

La famiglia Tabarelli di Trechtingshausen ha origine attorno al 1880 da Giacomo Tabarelli, proveniente da Ospedaletto in Valsugana. Giacomo partecipò al restauro delle rovine di Reichenstein riportandole al loro originario e storico splendore. Sembra si debbano attribuire a lui i mosaici del castello, cosa del resto storicamente non tramandata. D’altra parte ci sono delle fonti di tradizione familiare secondo cui si può presumere ciò. Giacomo Tabarelli deve essere stato un imprenditore autonomo, cosa che a quell’epoca significava occupare dei dipendenti che lui avrebbe portato dal Sudtirolo.

Comunque, Giacomo è rimasto a Trechtlingshausen e dalla convivenza con Caterina Poss ha avuto cinque figli dei quali solo due sono sopravvissuti all’infanzia, cioè Jakob (*13.03.1885 – e Johann *12.12.1889). Da questi si formano ulteriori ceppi.

Di conseguenza, dal 1773 ad oggi ci sono complessivamente 8 generazioni:

  1. l’albero di Giacomo da Ospedaletto,
  2. l’albero del nipote Giacomo a Trechtlingshausen
  3. l’albero del figlio Jakob e
  4. l’albero del figlio Johann.

Alleghiamo anche la fotocopia una tavola famigliare degli antenati e parenti da Ospedaletto. Sarebbe bello che questa venisse tramandata alle prossime generazioni affinché sappiano da dove proviene il loro nome italiano e chi sono i loro parenti in Germania.

Ad Ospedaletto al momento attuale non esiste più alcuna famiglia di nome Tabarelli, ma ce ne sono in altri luoghi, soprattutto a Terlago e Faver. Nel Sudtirolo non abbiamo più parenti, perlomeno nessuno di nome Tabarelli che discenda da Giacomo Tabarelli, nato nel 1773. Dove sia nato questo antenato Giacomo non ci è dato di sapere, comunque non ad Ospedaletto né a Faver.

La sorellastra di Giacomo Tabarelli (*25.08.1839), Angela Tabarelli (*7.1.1860) è emigrata nel Voralberg (Austria) ed ha avuto a Bregenz e a Dornbirn tre figli illegittimi. Se questi discendenti abbiano il nome di Tabarelli non si è potuto finora accertare.

Una parte della famiglia Tabarelli ha ricevuto il titolo nobiliare e si chiama “Tabarelli de Fatis” o “de Tabarelli de Fatis di Terlago” e anche “Tabarelli di Terlago”.

Il nome rimanda di per sè alla località di Terlago, dove si trova un castello, che in antico, perlomeno fino al 1918 era sede della famiglia Tabarelli de Fatis di Terlago. Nel locale cimitero si trovano, come anche in diversi altri luoghi, molte tombe col nome Tabarelli de Fatis accanto a tombe col nome Tabarelli. Un altro castello della famiglia fu il Castel Vigolo nella località Vigolo Vattaro presso Trento, che la famiglia Tabarelli de Fatis ricevette il 27.03.1479 dal vescovo di Trento. Nel secolo 19. la famiglia si trasferì di lì a Trento, dove esiste una splendida costruzione che porta il nome di “Palazzo Tabarelli”, oggi sede di una banca.

La famiglia Tabarelli de Fatis il 6.04.1432 ricevette a Parma dall’imperatore Sigismondo il titolo nobiliare di riconoscimento imperiale e nel 1433 dal vescovo principe di Trento Alessandro, principe di Polonia e duca di Massovia uno stemma. Nel 1508 la famiglia riceve la Landesstand tirolese e nel 1636 dall’imperatore Ferdinando II il titolo di conte.

[Fonti: J. Siebmacher’s grosses und allgemeines Wappenbuch, rieditato dal Dr. Otto Titan von Hefner, IV. Volume prima sezione: La nobiltà della contea principesca del Tirolo, Nurnberg, editrice di Bauer und Raspe Julius Merz, 1857; Altre fonti: Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Famiglie nobili e titolate viventi, vol. VI, Milano, ed. Enciclopedia storico-nobiliare italiana 1932-1939]

Nel 14. Secolo e antecedentemente la famiglia si chiamava semplicemente “de Fatis de Trilaco”. Tra il 14. e il 15. Secolo le due famiglie de Fatis e de Trilaco (poi Terlago) si divisero. Il nome viene citato per la prima volta in un Documento del 29.06.1393.

Il primo a ricevere il sopracitato titolo nobiliare fu, nel 1432, il dottore in diritto Paolo de Fatis de Trilaco, figlio del dottore di diritto Antonio de Fatis de Trilaco. Questo Paolo portava un mantello spagnolo, strano per il Tirolo, detto “tabarro”. Per questo ricevette il soprannome “Tabarello”, citato per la prima volta in un documento del 1432. Il plurale di questo nome “Tabarelli” divenne nel corso del tempo il nome principale della famiglia, al più tardi perlomeno dalla registrazione della matricola dei cittadini di Trento nel 1577. Una parte della famiglia continuò a portare il nome Tabarelli con l’aggiunta “de Fatis” e un’altra parte no. Un’altra parte della famiglia si chiama solamente “di Terlago” oppure “da Terlago”.

[Fonti: Rerum gestarum Familiae Trilacae Memoria, Familienchronik des Grafen Franz von Terlago, Bludenz 1953, pag. 25 ss.]

Ulteriori domande si possono rivolgere all’autore di queste righe:

Michael Tabarelli, Stresemannweg 4, 32052 Herford, Telefono 05221/72380; Ufficio: tel. 05221/56056;
Fax: 05221/56238; E-mail: RA.Tabarelli@t-online.de

Per la fornitura di queste fonti ringrazio il mio amico (purtroppo perso di vista) Vilmos Acsay e il consule generale dell’Austria nel Liechtenstein, Dr. Werner Tabarelli.
Altre ricerche sono state intraprese dal sac. Salesiano Giuseppe Tabarelli (attualmente a Vigliano Biellese) che ha partecipato al primo e al secondo incontro delle famiglie Tabarelli in Germania (settembre 1996).

Pubblicato da Giuseppe Tabarelli

Nato nel 1941 a Faedo (Trento), Salesiano di don Bosco dal 1958, sacerdote dal 1973.‎ In Germania (1964-1970), ho fatto due anni di tirocinio pedagogico a Berlino e quattro anni di ‎teologia in Baviera, conseguendo in questo periodo anche il Grosses deutsches Sprachdiplom che ‎abilita all’insegnamento del tedesco. Dal 1970 al 1986 ha lavorato presso la editrice LDC di Leumann-Torino curando la produzione dei settori ‎audiovisivi e musicale. ‎ Bibliotecario all’Università Salesiana dal 1986-1997 e dal 2008 al 2014. Diplomato alla Scuola di ‎Biblioteconomia Vaticana nel 1988, ho curato la formazione di decine di bibliotecari e ‎introdotto l’automazione nella biblioteca UPS e molte novità tecniche, creando tra l’altro il sito ‎web e una apprezzata guida descrittiva della biblioteca. Sono stato uno dei quattro fondatori e primo direttore della rete informatica URBE che collega a ‎Roma 18 biblioteche universitarie pontificie. ‎ Dal 1997 è stato attivo in Russia nel Centro Salesiano Don Bosco di Gatčina. Ottenuta una ‎licenza editoriale, ho fondato e diretto una editrice pubblicando centinaia di libri in russo. Ho ‎fondato e diretto per cinque anni l’edizione russa del Bollettino Salesiano e creato il primo sito ‎salesiano in lingua russa (+inglese, italiano e tedesco). Sempre in Russia ho lavorato in tipografia e ‎svolto anche azione didattica insegnando italiano e tedesco. Rientrato in Italia nel 2008, ho diretto la nuova biblioteca UPS, recuperando diversi progetti ‎sospesi durante la nuova costruzione. Dal 2017 al 2020 sono stato a Torrita di Siena come viceparroco. Attualmente sono vice-parroco a Rivoli (Torino)

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